Data: 
Lunedì, 23 Febbraio, 2026
Nome: 
Matteo Mauri

Grazie, Presidente. Per aggiungermi alla richiesta da parte dei colleghi di un'informativa urgente al Ministro dell'Interno, perché venga a riferire proprio rispetto a questi fatti di Rogoredo di cui si sta parlando.

Faccio riferimento, nel fare questa richiesta, alla conferenza stampa che c'è stata proprio questa mattina in questura, a Milano, alla presenza del questore e del procuratore capo perché i fatti, per come sono stati ricostruiti, denotano tutta la gravità della situazione sia per quello che è accaduto - e, cioè, per l'omicidio di una persona che era stata inizialmente accusata di aver estratto un'arma e di averla puntata contro un agente di polizia - sia perché in quella stessa conferenza stampa si sono messi in evidenza tutti gli elementi che hanno portato e portano gli inquirenti ad accusare, per omicidio volontario, un poliziotto della Polizia di Stato che, invece, senza averne ragione, senza essere in pericolo, avrebbe, secondo le indagini, sparato volontariamente e ucciso questa persona. Per questa ragione, che è quella di fondo, ma anche per il contesto dentro cui tutto questo si è realizzato. Infatti, dalla voce degli stessi inquirenti, si desume che ci sia ancora molto da approfondire e che bisogna provare a dipanare una matassa che era attorno a questo agente di Polizia e attorno al suo mondo.

Lo dico perché, durante questa conferenza stampa, io penso che il questore e il procuratore abbiano detto cose chiarissime, di grande senso delle istituzioni, di grande senso di responsabilità. E hanno fatto un paio di passaggi che, secondo me, dovrebbero essere da esempio per tanti, anche dentro quest'Aula. Cioè, hanno riconosciuto la gravità di ciò che è accaduto; hanno ammesso che è difficile - e lo è per tutti noi - ammettere che persino dentro le Forze dell'ordine ci possano essere comportamenti criminali come quelli di cui stiamo parlando; ma hanno anche detto, con grande chiarezza, che le istituzioni e le Forze dell'ordine sono le prime che devono fare pulizia per preservare anche l'integrità e l'immagine di quelle stesse Forze dell'ordine che sono uno strumento straordinario nella disponibilità dei cittadini e delle cittadine italiane.

Ecco, io penso che quello sia l'approccio giusto, come anche la cautela nel fare le cose, cioè esattamente il contrario di quello che importantissimi esponenti di Governo hanno fatto nell'immediatezza di quei fatti. E mi riferisco alla Presidente del Consiglio dei ministri e al Vicepresidente Salvini - non solo loro, anche tanti altri, ma mi riferisco in particolare a loro -, che hanno provato vergognosamente a strumentalizzare quella situazione drammatica per provare a portarsi a casa qualche consenso o per provare a girarla attorno al tema del referendum, e per provare ad autorappresentarsi come i soliti amici delle Forze dell'ordine, magari distinguendosi da altri.

Bene, oggi come oggi, è del tutto evidente che, per essere veramente vicini alle Forze dell'ordine, bisogna difendere le istituzioni e difendere quelle istituzioni anche da chi rischia di coprirle di vergogna; cioè, da parte di chi ha avuto dei comportamenti che sono criminali.

E allora, se il procuratore capo, se il questore di Milano dicono cose così chiare, voglio veramente sperare che qualcuno che ha avuto, invece, altri atteggiamenti, si scusi. Deve scusarsi con gli italiani e, guardi, deve fare anche un'altra cosa concreta: prendere quel fantomatico - si fa per dire - decreto Sicurezza che non è stato ancora messo in Gazzetta Ufficiale, stracciarlo, ripensarlo completamente; e, come prima cosa, tolga la norma su quel supposto scudo penale che hanno voluto vendere ai cittadini come se fosse il loro modo per dimostrare chissà cosa. Quella è l'ennesima, l'ennesima prova che chi ci sta governando non sa assolutamente cosa sia la responsabilità e non sa assolutamente…

. …come si garantisce la sicurezza. È solo capace - chiudo, Presidente - di provare a mettere un'istituzione contro l'altra. A Milano, si è dimostrato che quelle istituzioni, la Polizia, la magistratura, al contrario, lavorano bene insieme, anzi che quello è garanzia di tenuta…

 …del sistema democratico.